
Le elezioni di Maiori, come ha acutamente osservato Mario Amodio, si svolgeranno sotto il segno della frantumazione.
Giorni prima mi aveva colpito una riflessione analoga, pacata ed argomentata svolta sul vostro giornale da Errico Taiani.
Con il massimo rispetto personale per tutti i candidati e facendo salve le differenze pur notevoli fra ciascuno di loro sarà complicato, per chiunque vinca ben amministrare una comunità forti (sarebbe meglio dire deboli) di un consenso che difficilmente supererà un terzo dei votanti.
Maiori sembra un paese sazio e disperato che si avvia serenamente verso il declino.
A Minori solo un anno fa c’era stata una lista soltanto segno di una disfunzione ma certamente meno grave di quella che oggi vive Maiori.
In un paese la cui classe dirigente è lacerata da ambizioni, particolarismi invece che da spirito di servizio, occorrerebbe il riscontro deciso di un elettorato che avesse il coraggio e la lungimiranza di fare chiarezza.
Se la maggioranza del voto si polarizzasse su una, al massimo due linee ma chiare e contraddistinte da proposte e poi, certo anche interpretate da persone il futuro per Maiori sarebbe meno preoccupante.
Alla vigilia delle elezioni il Sindaco uscente Stefano Della Pietra aveva indicato in un opuscolo riservato a pochi autorevoli amici “Maiori 2010” le sue preoccupazioni che, purtroppo, oggi si sono puntualmente avverate.
Forse dopo 10 anni di relativa stabilità, venendo meno la sua figura autorevole, un passaggio tumultuoso era inevitabile
Ora faccio un’altra previsione, facile la faccio io: per chiunque vinca, sarà durissima, se non si arma di ago e filo e ricuce pazientemente un paese che vive mille particolarismi che rischiano di farlo precipitare all’ indietro.
E’ un rischio per Maiori e per l’intera Costiera di cui Maiori è parte rilevante.
Certo, il momento che vive la politica nazionale ha contribuito a questa sciagura.
La politica è agonizzante e da tempo e restano sul palcoscenico ombre danzanti ed agonizzanti senza un copione né un filo che li leghi al bene comune.
Le facce del mille candidati alle regionali non sono molto dissimili dai nomi della ridicola carica dei 101 che a Maiori, in grande maggioranza dai muri con le loro facce sembrano parlare più ai loro cari che al paese intero.
Le cose più serie si possono leggere sui siti divertenti tipo: http:articoloventisette.blogspot.com/
che prendono in giro questa ridicola classe politica, con l’unica arma di cui gli elettori dispongono imitando il grande Eduardo De Filippo: un sonoro pernacchio!
A. Ferrara
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